

Il volume si inserisce nel quadro delle celebrazioni vanvitelliane, e rimanda al linguaggio politico dell’architettura di Luigi Vanvitelli.
Il lavoro ricostruisce con estrema cura scientifica l’azione, la personalità e l’opera di Vanvitelli nella prima metà del
Settecento, offrendo al lettore la possibilità di conoscere quella che fu la politica di propaganda
dinastica del ramo più piccolo dei Borbone d’Europa.
Con Vanvitelli prende l’avvio quell’intensa opera di magnificazione del Regno che, nell’idea di Carlo, doveva portarlo all’altezza delle altre corti europee.
«[…] le idee grandiose del re Carlo non si arrestavano solamente alla edificazione di quella sontuosa Reggia,
e di tutte le sue delizie, egli ravvolgeva nella sua mente pensieri molto più grandi ed estesi, meditando non
senza mire profondamente politiche, di fabbricare in quel sito medesimo una nuova florida città».