Promozione della cultura 2024

Giacomo Matteotti e il partito socialista Unitario. Il precursore della democrazia italiana


Il lavoro rientra nelle celebrazioni dei 100 anni della morte di Giacomo Matteotti. Si ricostruisce il ruolo di Giacomo Matteotti all’interno del Partito Socialista Italiano prima e dopo la presa di posizione del Fascismo. Per questa ricerca sono state utilizzate fonti inedite del Ministero dell’Interno provenienti dall’Archivio Centrale dello Stato di Roma., Ministero dell’InternoDirezione generale pubblica sicurezzaDivisione Polizia politica, Fascicoli personali, bb. 28B, 61A; la documentazione dell’istruttoria del processo Matteotti è conservata in Arch. di Stato di Roma, Tribunale civile e penale di RomaCorte d’Assise, bb. 457-467.

Molto è stato scritto su Giacomo Matteotti: antimilitarista durante la Grande Guerra e la Guerra di Etiopia; la sua intransigenza lo condusse al conflitto con i leader della sua stessa frazione, C. Treves e F. Turati, prudentemente comprensivi sulle ragioni della guerra, e a scavalcare a sinistra anche le posizioni degli esponenti dell’ala più estremista del PSI. Mentre questi si battevano per lo sciopero generale contro l’eventualità di un ingresso in guerra dell’Italia, Matteotti sostenne con decisione l’ipotesi dell’insurrezione popolare.

Si approfondisce, con il nuovo materiale archivistico conservato presso l’archivio centrale dello stato di Roma, soprattutto il passaggio di Giacomo Matteotti verso le posizioni riformiste dopo il 1922, quando nasceva il Partito Socialista Unitario.

La maturazione di Matteotti verso un socialismo riformista ed aperto le altre formazioni democratiche veniva dalla sua comprensione del pericolo che per le organizzazioni operaie rappresentava il nascente movimento fascista. Inoltre, spiegava l’affermarsi del fascismo come reazione alle importanti conquiste ottenute attraverso le grandi lotte contadine del 1919 e del 1920. Il fascismo era quindi la risposta violenta della borghesia agraria ai propri interessi lesi dai nuovi patti agrari. Anche se si tratta di un’analisi riduttiva del fascismo, che risentiva del quadro agrario del Polesine, tuttavia v’era in essa implicita la convinzione del sostegno ai valori della democrazia, contro l’illegalismo fascista, di ampi settori della borghesia, soprattutto nei ceti medi urbani. La lotta al fascismo favorì la maturazione politica del Matteotti. Le sue frequenti e coraggiose denunce delle violenze squadristiche lo resero un dirigente popolare, consegnandolo nel contempo all’odio del radicalismo fascista.

Il lavoro comprende anche un esaustivo excursus della diaspora socialista del ‘900 e il processo di costruzione della democrazia italiana


Nel volume si ripercorre la vicenda politica di
Giacomo Matteotti e del Partito Socialista
Italiano dalla morte del deputato alla diaspora
post craxiana. Si presentano anche le ultime
acquisizioni storiografiche e l’azione di un
valente socialista: Antonio Terracciano. Viene
ripercorsa con accuratezza la nascita e il
consolidamento della democrazia italiana dal
secondo dopoguerra al “compromesso storico”.
Giacomo Matteotti e il partito socialista Unitario. Il precursore della democrazia italiana
Locandina

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